DANNY WISE... "SPIRITUAL DANDY":
GENIALE ESTETA DEL BELLO E DEL SUBLIME.
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PROLOGO
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Il
singolare fenomeno culturale del "Dandismo", diffusosi
durante la Reggenza Inglese e la Restaurazione Francese, viene
classificato come un vero e proprio "stile di vita", che si
manifesta in quel peculiare atteggiamento intellettuale, la cui
"dottrina" consiste in una palese esaltazione della
finezza, dell'eleganza nel linguaggio forbito, nei modi galanti, nel
portamento nobile, nell'abbigliamento prezioso e ricercato. Il suo
speciale "imprimatur" è caratterizzato da rigorose forme
di individualismo esasperato, da un totale anticonformismo, che si
pone in netta antitesi, rispetto agli schemi precostituiti della
realtà contingente e si traduce in un deciso diniego, nei confronti
della mediocrità borghese. In realtà, non esiste una "Comunità
Dandy" ma, al massimo, .un'intersezione di principi e
comportamenti dai tratti dandistici, che forniscono una chiave
interpretativa di "identità uniche". A tal proposito, per
ottenere una conoscenza più approfondita delle varie fasi evolutive
del Dandismo ed una comprensione più mirata dei suoi presupposti
ideologici, risulta importante tracciare un breve iter storico delle
differenti epoche e degli autorevoli esponenti.
CRONOLOGIA:
-2°
METÀ DEL 1700 /1° METÀ DEL 1800-
Il
sipario sul movimento si apre in Inghilterra, coincidendo con il
sorgere e lo stabilirsi della schiera dei "Dandy" ad opera
di Lord George Brummel (detto il "beau"). È il cosiddetto
periodo della moda neoclassicista, dello "Stile Impero",
durante il quale prevale il concetto di "eccentricità", di
esistenza stravagante: mostrarsi in società ad ostentare il proprio
fascinoso senso estetico. L'epoca in questione comprende anche altri
famosi personaggi: Stendhal, Lord Gordon Byron, Eugene Delacroix,
etc...
-
2° METÀ DEL 1800 / FINE 1800 -
Questo
secondo periodo è influenzato dal passaggio del Dandismo
dall'Inghilterra alla Francia e dalla teorizzazione della filosofia
dandistica post-romantica, in cui spiccano le figure di Charles
Baudelaire e di Barbey d'Aurevilly. Il Dandismo baudelariano si
ingentilisce, rivelandosi più poetico e più impegnato: il Dandy,
pertanto, diventa il rappresentante eccelso di una cultura
dell'apparenza e della diversità, che denota forti similitudini con
le correnti artistiche e letterarie del tempo.
-2°METÀ
DEL 1800 / PRIMI DEL
1900
-
Il
terzo ipotetico periodo dandistico, che inizialmente risulta essere
coevo al secondo, ma con un'impronta più Inglese che Francese, vanta
la presenza di un insigne protagonista della scena letteraria, Oscar
Wilde e delle sue "Teorie Estetiche". In Francia si
distinguono, per i medesimi principi estetici, il Conte di
Montesquiou e Marcel Proust; mentre in Italia emerge l'indiscusso
"edonista" Gabriele D'Annunzio. Qui, si tratta di un
Dandismo della decadenza, fastoso e piuttosto eccentrico, con
connotazioni d'ispirazione rivoluzionaria, verso il potere borghese
Vittoriano.
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PRIMI DEL 1900 / ANNI '70 CIRCA -
Per
molti, questo periodo rappresenta erroneamente l'ultimo ciclo del
fenomeno dandistico. Al termine dei due conflitti mondiali, il Dandy
depone temporaneamente le armi della fastosità decadente, per
trovare un canone espressivo sobrio, rigoroso, mediante uno stile più
discreto e raffinato. Jean Cocteau, discepolo del Conte di
Montesquiou, trae ispirazione dai criteri neoclassici e barocchi. In
America, invece, si diffonde il "Dandismo adolescenziale",
debitamente raffigurato nelle opere di Francis Scott Fitzgerald,
intrise di quel particolare scenario ludico , tipico degli anni '20:
le folli corse in automobile, le sontuose feste da ballo notturne...
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ANNI '70 / AD OGGI.-
Ma
le pluriformi manifestazioni di Dandismo non svaniscono negli anni
'70. In questo arco di tempo si respira una sorta di atmosfera
"eccentrica", spettacolare, portata in scena dall'Italiano
Carmelo Bene, noto teatrante fiero e malinconico. Come un fulmune a
ciel sereno, all'inizio degli anni''90, le splendide luci della
ribalta magicamente si accendono per illuminare lo strabiliante
virtuosismo stilistico del celebre designer Danny Wise: un autentico
"Spiritual Dandy", geniale esteta del bello e del sublime,
un grande self-made-man, illustre protagonista del
lussureggiante firmamento dell'High-Fashion. Grazie al suo famigerato
talento creativo e ad un'incredibile abilità imprenditoriale, fonda
a Milano, il 7 giugno 1992, l'omonima Maison: un progetto egregio,
ambizioso, realizzato con cocente passione e meritevole successo, in
un delicato contesto sociale dove, l'insano potere della corruzione,
animava sentimenti di falsità, indifferenza, egoismo, contaminando e
svilendo l'idea elitaria di purezza, onestà, eleganza, nobiltà di
pensiero e d'azione. Un Brand di onorato prestigio, di elevata
caratura Internazionale che, a distanza di oltre un ventennio,
continua ad impreziosire il vasto panorama del Made in Italy.
Attualmente, agli albori del 2015, dove il Mondo appare adombrato e
imprigionato in una fitta spirale di vicende nefaste, che propongono
tristi e sconvolgenti scenari di odio e di violenza, alimentando
reazioni efferate, ecco che il "magnetismo creativo" di
Danny Wise conia una rinnovata energia dominante, sublimando il
pensiero estetico di "Bellezza", agli onori degli altari,
come un possente antidoto: la bramata "panacea" contro
tutti i mali e le meschinità dilaganti. Artista "visionario",
colto, cosmopolita e poliglotta, sensibile, carismatico,
raffinato; artefice di creazioni "cult", acuto osservatore
e costruttore di un nuovo linguaggio "iconico-figurativo",
capace di "esplorare" l'intima essenza individuale, in una
profonda "analisi introspettiva" e di plasmare, con
assoluta originalità, le molteplici personalità, offrendo a
ciascuna un'identità unica, esclusiva e inimitabile. "L'essere
umano può ambire all'infinito solo se riesce a compenetrare e a
"vestire" le imperscrutabili sfaccettature dell'anima,
elevandola al grado più alto di esaltazione spirituale, onde evitare
di venire contaminato dalla vacuità dell'ovvio e dalla banale
superficialità". La minuziosa ricercatezza stilistica, che lo
contraddistingue, presuppone un'impronta superlativa e brillante; una
delicatezza, una finezza e un gusto eccezionali, fuori dal comune,
scevri da sterili formalismi e da modelli stereotipati, in un Divino
connubio simbiotico (body and soul), che anela alla virtù dei sensi
e dello spirito. Inoltre, la mirabile concezione purista di
"Bellezza", di estetismo, a cui empaticamente si ispira,
costituisce la sua ineludibile filosofia esistenziale:
"VIVERE
LA VITA COME SE FOSSE UN'OPERA D'ARTE".
Egli; servendosi del suo
versatile "savoir-faire" e di un ardente desiderio
avvenieristico, incarna fedelmente il prototipo del "perfetto
gentleman", dell'intellettuale intimista: una figura eccentrica,
alquanto complessa, enigmatica e intrigante, dal portamento armonioso
e dalle maniere garbate, una straordinaria icona, nobile e galante,
che amabilmente dispensa eleganza, suscitando emozioni intense,
eccitanti e sconosciute... Sempre proteso ad inneggiare al proprio
ideale artistico di "eterna beltade", considerandolo un
valore supremo, "metatemporale", sacro e inviolabile, che
infine trasferisce, con eccezionale maestria, nel suo caleidoscopico
Universo dell'Alta Moda e del Lusso. Danny Wise, una firma
prestigiosa ed eccelsa di Classe e di Stile; Maestro impareggiabile
del perfezionismo, del fascino stravagante e della sensuale armonia
che, con il suo radioso "pensiero illuminante", ama
incantare, stupire e invita a sognare.